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giovedì 5 giugno 2008

Imparare in modo diverso - Compito 9

Leggendo i commenti di altri studenti, anche a me è venuta voglia di scrivere alcune considerazioni su quello che mi ha dato questo corso.
Nel questionario ho scritto che per me questo insegnamento di informatica è stato una guida alla scoperta del mondo del web 2.0. Può sembrare banale, e forse lo è davvero, ma è stato realmente così: prima d'ora, certo, utilizzavo internet, ma ignoravo del tutto molte cose. Non avevo mai provato l'esperienza di curare personalmente un blog, cosa che, come ho scritto qualche giorno fa, ho trovato affascinante e che continuerò a fare in futuro; non conoscevo servizi come Twitter, che ora uso stabilmente, praticamente ogni giorno.
Un'altra cosa che ho apprezzato forse più di tutte è la diversità di questo corso: mi sarei aspettato varie lezioni su argomenti di informatica, appunti da prendere; le cose che abbiamo avuto modo di fare, invece, non sono le classiche cose comuni a qualsiasi altro insegnamento, ma sono attività uniche, che non credo, purtroppo, potremo mai fare da nessun'altra parte.
Sono uniche, ma il bello è che, nonostante questo, hanno comunque un alto valore didattico. Scrivendo sul blog, leggendo quelli degli altri, scoprendo le funzioni di PubMed, di Twitter, di Google Docs, Google Maps, e chi più ne ha più ne metta, ho imparato molto. Molto di più di quanto non avrei fatto studiando su un libro.
Ma la cosa più importante che abbiamo avuto modo di capire è quanto sia utile aiutarsi fra studenti. Ho scoperto uno strumento come Medwiki, che prima non conoscevo e che invece mi è stato d'aiuto. C'è più coesione, in alcuni di noi vedo adesso la volontà di far avere anche agli altri il materiale di cui sono in possesso; e per buona parte è grazie ai temi che in questo corso di informatica ci sono stati proposti.

lunedì 7 aprile 2008

Compito 5 - Il contesto della realtà aiuta a capire la matematica

Riallacciandomi a quanto scritto dal professore e da Lee LeFever, vorrei fare qualche breve riflessione. Innanzitutto dico che non mi sembra condivisibile l'opinione di tutti coloro che sostengono che la matematica o la sai fare da sempre o sei destinato a non impararla e a non apprezzarla mai. Secondo me quello che manca spesso nell'insegnamento della matematica, e che si riflette nell'idea che se ne fanno gli studenti, è il far capire che essa non va concepita solo come qualcosa di profondamente distante da noi, ma bensì come applicata nel contesto della realtà ed anche a quello che ci piace.

Basta pensare ad una cosa qualunque, ed ecco che facilmente troveremo un aspetto della matematica applicabile ad essa.

Per esempio, se ci piace giocare al lotto, ci vengono subito in mente le probabilità ed il calcolo combinatorio. Ci piace osservare le comete: ebbene queste nel muoversi descrivono parabole. Addirittura, spingendosi un pò oltre, si possono ritrovare fondamenti di trigonometria nel gioco del biliardo. E così via, gli esempi che si possono fare sono praticamente infiniti.

Questo è il bello di questa materia e quello che potrebbe essere veramente di aiuto ai ragazzi. Sicuramente molti di coloro che pensano di avere un' innata negazione per la matematica comincerebbero a non scoraggiarsi e ad apprezzarla di più.

Io stesso, all'inizio del liceo, ho avuto un momento di difficoltà nel mio rapporto con la materia. Poi le cose sono nettamente migliorate, anche pensando al fatto che la matematica è tutta attorno a noi, ed è nostro compito "scoprirla". Un altro suo grande pregio consiste nell'essere probabilmente la cosa più inopinabile che esista. In tutte le parti del mondo, il risultato (corretto ovviamente!) di una disequazione, di un problema di geometria ecc sarà sempre lo stesso, e nessuno potrà ragionevolmente obiettare niente.

Concordo quindi con l'idea che sia necessario cercare di migliorare il suo insegnamento, contestualizzandola in ogni suo aspetto ed evitando, soprattutto, che essa diventi solo uno "snocciolamento" di formule e dunque un esercizio puramente mnemonico.

La 5E in gita a Dublino

La 5E in gita a Dublino
Un ricordo del periodo liceale...